Terre di Baronìe, l'albergo diffuso e la Torre di Santo Stefano di Sessanio / 3
di GABRIELLA DI LELLIO*
In linea d’aria Barisciano e Santo Stefano di Sessanio distano meno di cinque chilometri e otto di strada tortuosa. Occorrono più di dieci minuti per arrivare perché il dislivello aumenta fino a 1250 metri ed il paesaggio offre scorci mozzafiato.
Il borgo, di un centinaio di abitanti, è un vero gioiello in mezzo ai monti e
non è cambiato molto dalla seconda metà del '900, quando ci fu una forte
migrazione verso il Canada. Nato tra l’undicesimo ed il dodicesimo secolo
sui ruderi di un distretto rurale dell’antica Roma, il pagus Sextantio,
Santo Stefano fu un punto strategico per il Tratturo regio della
transumanza che collegava L’ Aquila a Foggia. Alla fine del sedicesimo secolo
arrivarono i Medici che vi stabilirono un centro di produzione di lana carfagna
usata per le uniformi militari e per il saio dei monaci, prodotta appunto a Santo
Stefano e lavorata a Firenze.
La Torre Medicea, una costruzione merlata cilindrica attualmente restaurata
esternamente, spicca al centro del borgo. Dopo il terremoto del 2009 era
rimasto in piedi solo un grosso frammento murario di altezza variabile ma il
materiale del crollo è stato recuperato e conservato. I lavori di restauro
termineranno a fine estate.
(La Torre medicea)
A Santo Stefano, la scelta di creare nel 2002 una “Carta dei valori” tra Comune, Ente Parco del Gran Sasso e società Sextantio ha reso possibile uno sviluppo turistico sostenibile nella forma dell’albergo diffuso. Da luogo della marginalità e dell’abbandono il paese è diventato luogo di sperimentazione come modello di sviluppo ecosostenibile, una svolta che ha fatto tornare in paese i giovani dopo l’università per intraprendere un’attività agricola e preservare la tradizione.
Qui si coltivano lenticchie tra le migliori d’Italia, ricche di ferro grazie al terreno calcareo della zona che ne favorisce la crescita, come pure di fagioli, farro e patate. Un’altra produzione locale tradizionale è quella della farina di Solina. Per rilanciare il turismo, una Associazione equestre ha attratto a Santo Stefano un gruppo di maestri di equitazione. In tutta la zona della Baronia ed in quelle confinanti è possibile percorrere una ippovia di oltre trecento chilometri, incontrando antichi abbeveratoi, vecchi fontanili ed aree di sosta.
(Santo Stefano di Sessanio)
All’ingresso del borgo, sulla sinistra venendo da L’Aquila, c’è una piccola
insegna bianca e rossa, “Le Case della Posta”. E’ stato all’inizio un B&B,
oggi vi si affittano appartamenti e si fanno lezioni di cucina.*
leggi LE CASE DELLA POSTA DI AMALIA CARDELLI
Entrando in paese, e quasi all’ingresso della piazza, si incontra la cantina Chiesamadre di Paolo Quaglia, così detta per la vicinanza alla chiesa ancora puntellata dal 2009. In estate fa molto caldo in montagna perchè c’è inversione termica. E’ naturale perciò fare una sosta per riprendere fiato nella sua enoteca. E’ un luogo molto accogliente, fresco ma piccolino ma non c'è problema, ci si può sedere all’ombra in ben quattro giardini all’esterno.
leggi LA CANTINA CHIESAMADRE e PAOLO QUAGLIA
Si attraversa poi la piazzetta arrivando alla porta Medicea ben evidenziata da stemmi e bandiere.
(Porta medicea)
Proseguendo sulla sinistra un po' più in avanti ecco il famoso “Sextantio Albergo Diffuso”, l'hotel rustico in mezzo agli Appennini. Ventinove camere sparse in palazzi d’epoca all’interno del paese i cui interni sono ispirati alle fotografie che scattò in Abruzzo Paul Scheuermeier negli anni ‘20. All’origine c’è l’idea dell’imprenditore italo-svedese Daniele Kihlgrenche, arrivato nelle Baronia di Carapelle per caso nel 1994.
Leggi: SEXTANTIO, L' ALBERGO DIFFUSO
All’uscita di Santo Stefano, sulla riva di un lago minuscolo, c’è la Chiesa della Madonna del Lago, del diciassettesimo secolo. Non si distingue per la bellezza architettonica ma per il contesto in cui è inserita. Con l’alternarsi delle stagioni cambiano il lago e la natura circostante che ghiaccia d’inverno, rinasce a primavera, secca in estate e si colora in autunno.
(La Locanda del lago)
Di fronte al lago c’è la “Locanda del Lago”*, proprio al bivio con la strada che porta a Campo Imperatore, sempre chiusa per neve fino all’inizio dell’estate. E’ un B&B e ristorante a chilometro zero. Merita una sosta per l’offerta di menù a base di prodotti locali, soprattutto per il pecorino “primosale” alla griglia (*Locanda del Lago”, Via del Lago Santo Stefano di Sessanio telefono 342 363 4322).
(3 - continua)
Leggi le puntate precedenti
*GABRIELLA DI LELLIO (Sono aquilana e sorella minore di nascita. Mi sento ottimamente a Roma e meno a L' Aquila dal terremoto del 2009. Ho insegnato lingua e letteratura inglese nel Liceo Scientifico della mia città. Sono maestra di sci perché amante della montagna e della neve. Mi piace la fotografia analogica in bianco e nero, che ho ripreso a fare dopo trent'anni e a cui intendo dedicare il mio tempo. Sono cresciuta nella FGCI e nel PCI fino alla “deriva occhettiana")
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