Chilometridinote/1 Per la stessa ragione del viaggio…

* Riflessioni da Khorakhané di Fabrizio De André e Ivano Fossati


di CARLO DE NONNO

C’è un momento in Anime salve, il testamento spirituale di De André del 1996, che prende al cuore, proprio perché non te ne accorgi. Perché arriva come una parola sussurrata e colta a fatica nel corso di una conversazione concitata, perché sei ancora tramortito dalla sguaiata vitalità di Princesa e già ti aspetti l’inimicizia senza uscita di Disamistade, la pulsione inconfessabile di Ho visto Nina volare… Perché non ci pensi al viaggio quando hai nelle narici il puzzo di piscio, di cemento, e non ci pensi al viaggio se il viaggio è deportazione, coazione a spostarsi, sacrificio di figli, di uomini, di donne, di spose bambine da dilaniare.


Adriana Tessier_Bus che vola sulla citt42940 per Carlo de Nonnojpg(Illustrazione di ADRIANA TESSIER)


Poi d’improvviso il soffio: per la stessa ragione del viaggio…..

Già, qual è la ragione del viaggio? Perché siamo in ferie o in pensione e strappiamo irreali evasioni ai nostri olocausti quotidiani? Perché vogliamo vedere dal vivo un documentario del National Geographic? Perché poi dobbiamo postare le foto sui social e quando ce le ritroviamo tutte sul cellulare a volte non ci dicono più niente e speriamo che i like ce le rianimino?

Per la stessa ragione del viaggio…

Ci sono continenti da scoprire ancora? No. Luoghi remoti che Avventure nel mondo non ti offre anche col brivido del ginocchio sbucciato? No. Vuoi fare l’antropologo? Puoi fare l’antropologo. Vuoi fare il sociologo? Puoi fare il sociologo. Volere è potere ma spesso si può anche senza volere. Sempre, anche ora che siamo chiusi in casa.

Per la stessa ragione del viaggio…

Forse la conoscono davvero solo quelli che portano i nomi di tutti i battesimi, che capiscono che è la testa che cammina e che il cuore può anche rallentare, che sanno leggere il libro del mondo, che avvertono in bocca il sapore urgente del punto di vista di dio.

Il viaggio più lungo che ho fatto è stato in Tunisia. Organizzato. Finto. Con tanto di ballerina di danza del ventre che veniva a scuotermi l’ombelico a due centimetri dal viso mentre mangiavo il risotto del catering. Vuoi fare Fantozzi? Puoi fare Fantozzi. Che vergogna c'è? 

Ma ho fatto più chilometri in tram autobus metro piedi piedi piedi di quanti non faccia la Pennsylvania Station Ave, quella che sembra andare sempre avanti ad Occidente.

Per la stessa ragione del viaggio…

Viaggiare.




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