Ora e sempre deviazioni

di LAURA GNOCCHI*

“Tra quattrocento metri svolta a destra in via Giorgio Almirante…” Mai! E poi mai! In famiglia è ormai leggenda il giro tortuoso fatto per andare dove dovevamo andare senza passare per quel pezzo di storia a cui qualche sventurato aveva dato la dignità toponomastica di un Mazzini o di un Garibaldi. Eravamo a Locorotondo e, avrei scoperto dopo, via Giorgio Almirante sta nei pressi di via Italo Balbo, via Giovanni Gentile, Via G.C. Evola (alias Julius, il filosofo della destra).

Ma soprattutto via Almirante fa angolo con via Pertini e via Gobetti. E qui non si tratta più di sventurati, ma di sciagurati. Già me li vedo tutti contenti quando in consiglio comunale passa la delibera che finalmente riequilibra la zona rossa con una bella verniciata di nero.


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Visto che la Puglia non dimentica in parecchie città, Bari inclusa, si rende omaggio a Pinuccio Tatarella, nato Msi, passato per An, poi nel governo Pdl, anche se per la verità niente a che vedere con Almirante, segretario di redazione a La difesa della razza. A Cerignola, sua città natale, gli hanno intitolato l’ospedale (il nastro lo ha tagliato Raffaele Fitto, allora governatore). E un paio di anni fa gli hanno dedicato un Largo.

Ci sarebbe un altro cerignolese illustre, Giuseppe Di Vittorio, storico capo della Cgil che quelli come Almirante avevano sbattuto a Ventotene. A Peppino, l’ex bracciante che aveva giurato sull’aratro fedeltà alla Lega contadina, la sua città ha dedicato un grande viale. E una scuola. Che però, per quegli scherzi che fa ogni tanto la burocrazia, si chiama Istituto Comprensivo Di Vittorio-Padre Pio. Non si può mai stare soli…

Certo, il revisionista, il riformista potrebbero obiettare che a Torino Corso Unione Sovietica è sopravvissuto all’Impero del male che gli ha dato il nome. Esiste anche a Mede, provincia di Pavia (enclave comunista in terra lombarda?), a Reggio Emilia e persino a Roma, ma al Villaggio Olimpico tra via Canada e via Svizzera, e non è la stessa cosa.

Il cuore dei vecchi compagni tripilla quando il navigatore li fa svoltare in via Stalingrado a Bologna, dove ci vanno giù duri visto che hanno anche una via Marx e un viale Lenin omaggiato anche a Suzzara (Mantova) e Carpi. A Novellara (Reggio Emilia) resiste all’assedio di San Pietroburgo addirittura una via Leningrado…

Ma per ritornare sulla via iniziale, Giorgio Almirante per me no. E invece sì anche a Vigasio e Pescantina in provincia di Verona, a Trani, a Viterbo dove gli hanno dedicato una circonvallazione che magari sarà periferica ma fa scena, Altamura, Molfetta, Civitanova Marche, Foggia, Praia a Mare, Ragusa, Frignano (Caserta), Capaci (sì, proprio quello). Mi devo essere persa qualcosa. Ma di certo per andare dove devo andare io di lì non ci passo. Ora e sempre, deviazione.


*LAURA GNOCCHI  (58 anni, giornalista in tanti giornali tra cui Repubblica, dove ho diretto il Venerdì. Ora lavoro in tv con Gad Lerner. Una cosa di cui sono orgogliosa: l’idea di intervistare tutti i Partigiani ancora viventi. Lo stiamo facendo, e con l'Anpi abbiamo raccolto i loro racconti in un libro, "Noi partigiani". Una cosa di cui mi vergogno: aver avuto un fidanzato genoano)

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