La rondine, ovvero il diario triste di Irina

Leggo, molto toccato, il racconto "Il viaggio" di Serena Iannicelli pubblicato ieri su foglieviaggi, e mi vien voglia di farvi conoscere una pagina del diario di Irina (non vi dico perché ce l'ho), una cosa molto breve, un cameo che credo vi farà bene al cuore. Ne trascrivo il contenuto, per una più facile lettura. Irina può essere Liuba, Oksana, Masha, Tatiana, Svetlana e tante altre che la buona sorte ha voluto non foste voi.

di ARTURO CIOFFI*


Un uomo seduto in una poltrona sotto un amareno fiorito sta ascoltando i suoni della Primavera, il ghiaccio che si sta sciogliendo, il canto degli uccelli. Il suo sguardo di uomo vissuto è fissato sul tetto della casa grande... lì sta cominciando la vita.

Si ricorda che anni fa era una festa questo giorno del Primo Marzo, che eravamo in tanti a guardare quel posto. Chiude gli occhi e resta a pensare a lungo. Lo fa sempre ma oggi è un giorno particolare e i suoi ricordi sono più intensi. Suona il telefono ma lui è lontano, è in un'altra vita ed è felice. Sa che deve aprire gli occhi e andare a rispondere, ma vuole restare ancora un attimo dentro il suo ricordo. Poi si alza, guarda un'altra volta il tetto della casa grande e sussurra le sue due parole preferite: "Vita, vita". Alza la cornetta del telefono e sente: "Ciao papà!"

Ero proprio io al telefono. Lui con la voce tanto calma e calda mi risponde: "E' tornata la rondine, figlia mia!" Siamo rimasti in un lungo silenzio tutti e due. Con queste quattro parole lui mi ha detto tutto ed io, che sono migliaia di chilometri lontana, d'un tratto ero lì a guardare la piccola rondine sistemare la sua casetta.473fcfc1-68ba-4181-8030-9b250091fc2cjpg

Era il nostro rito di primavera: ci mettevamo tutti insieme ad osservare, e papà diceva che era un membro della famiglia e che se non ci fosse tanto freddo lei in autunno e inverno resterebbe a casa sua. Parte solo perché fa tanto freddo.

Noi invece siamo partiti tutti perché anche d'estate avevamo freddo. Non aspetto la domanda successiva, gli rispondo: "Abbi pazienza, papà, i prossimi siamo noi a tornare!"

E lui risponde:"Ora siamo in due che vi aspettiamo!"

Poi esce in cortile, apre il cancello, guarda a destra e poi a sinistra e pensa che chissà da che parte arriveranno, poi torna sulla sua poltrona e resta immobile in compagnia dei suoi ricordi e della sua piccola rondine.

Uno strano gioco del destino ha voluto che la incontrassi, stasera in pizzeria, dopo che avevo predisposto queste note. I due fogli li ha staccati dal diario e li porta ora con sé perché la storia ha avuto un triste epilogo. Eccolo:

“E’ di nuovo primavera, papà, è aprile. La piccola rondine è tornata ed anche noi stiamo tornando verso di te, ma saremo soli a guardare il tetto della casa. E la piccola rondine sembra impazzita: vola intorno alla casa disperata, perché lì manca il tuo amore e la tua compagnia, piccolo uomo col cuore grande, amore grande della mia vita!”



* ARTURO CIOFFI  (Longevo Consulente Finanziario, nasce nel 1944 sul fronte della Quinta Armata nel Sannio ma mezzo napoletano e poi mezzo veronese nell'era ginnasiale. Mancato professore in lingue morte, approda nella finanza laica della Banca Commerciale. Completa il profilo diventando pure mezzo slavo, attratto dagli eccessi terribili e meravigliosi di quella cultura. Tra nuvole e numeri, scrive per rinfrescare l'ortografia)

clicca qui per mettere un like sulla nostra pagina Facebook
clicca qui per rilanciare i nostri racconti su Twitter
clicca qui per consultarci su Linkedin
clicca qui per guardarci su Instagram