Il paese di Pinocchio, a Vernante tra murales e sentieri

testo e foto di NADIA MERIGGIO*

Ci sono storie che non tramontano mai. Impariamo ad apprezzarle da bambini. Poi, crescendo, casualmente le ritroviamo sul nostro cammino. È il caso del paese di Pinocchio: Vernante, in provincia di Cuneo. Precisamente siamo in Val Vermenagna, frequentata d'inverno per la stazione sciistica di Limone Piemonte e d'estate per le belle escursioni nel Parco Naturale delle Alpi Marittime.

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Il tempo delle fiabe invece non ha stagioni. Ogni giorno è quello ideale per salire sul treno che da Cuneo, in appena mezz'ora, conduce a Vernante. O per prendere l'automobile e andarci senza limiti di orario. All'ingresso del paese sono presenti ampi parcheggi e anche aree di sosta per i camper.

Tutti sappiamo che il papà di Pinocchio, Carlo Lorenzini (in arte Collodi), è toscano. Perché il burattino di legno allora si trova in Piemonte? La risposta si cela dietro un nome meno noto, Attilio Mussino conosciuto come lo zio di Pinocchio. Si tratta di del disegnatore che illustrò per primo, nel 1911, la famosa storia Le Avventure di Pinocchio di Collodi. L'uomo trascorse gli ultimi anni della sua vita proprio a Vernante, paese d'origine della sua seconda moglie.


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Anni dopo la sua morte le sue tavole originali furono ritrovate da due artisti locali che, in un certo senso, proseguirono il suo lavoro. Lo fecero in un modo speciale, cioè dipingendo le scene sui muri delle case. Di fatto trasformarono Vernante in un grande libro illustrato interamente firmato da Carlet e Meo. Dietro questi nomi d'arte si nascondono il pittore Bruno Carletto e l'imbianchino Bartolomeo Cavallera. Grazie a loro il paese di Pinocchio oggi attira tantissimi visitatori.

Un disegno tira l'altro e, di fatto, oggi i murales sparsi per le vie di Vernante sono più di centocinquanta. I paesaggi che circondano le scene hanno la particolarità di contenere alcuni luoghi caratteristici del borgo. Inoltre Pinocchio si è integrato qui talmente bene da essere ritratto anche in porte e finestre. Sue sagome decorano i giardini e le scale. Passeggiare per le vie del paese trasporta in un mondo fiabesco.

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Girando l'angolo non si sa chi ci aspetti. I personaggi di Le avventure di Pinocchio sono tutti qua: Geppetto, il Gatto e la Volpe, la Balena, i gendarmi solo per fare qualche esempio con i primi volti che mi vengono in mente.

Invitanti sagome di Pinocchio fanno capolino da un grosso cartello in legno. Frecce di colori diversi indicano la direzione da prendere per percorrere altrettanti sentieri. È presente anche l'indicazione del tempo di percorrenza, sempre da considerare con le pinze ma buona per farsi un'idea di cosa ci aspetta lungo l'itinerario. Ecco un altro modo con cui il burattino di legno vivacizza la gita a Vernante.

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Dietro a tutto questo c'è l'associazione Sentieri & Bicchieri, un gruppo di amici impegnati nella valorizzazione, ripristino, tutela e salvaguardia dei sentieri, dei piloni votivi e del patrimonio naturalistico del paese. È grazie a loro se le indicazioni sui cartelli sono riportate in dialetto vernantino.

Senza indugio scelgo il Sëntée Valun Ruinas. Quindi percorro la pista ciclopedonale per un chilometro e mezzo. In prossimità della fontana Sassi svolto a sinistra e inizio l'escursione vera e propria nei boschi di Vernante. Cartelli, frecce e segnalazioni di colore verde mi guidano con sicurezza lungo il tracciato. Attraverso varie borgate, in alcune di queste la natura sta prendendo il sopravvento per divorare gli edifici costruiti dall'uomo. È il caso di Teit Giardinet e Teit Puma.


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Laddove arriva anche la strada asfaltata, invece, le cose vanno diversamente. A Teit Carlet i giardini ben curati, il forno a legna e, soprattutto, la bella fontana dall'acqua fresca e limpida, invogliano a una sosta. In questo tratto il sentiero verde coincide con quello azzurro del Valun Bralongia. I due percorsi si sovrappongono per alcuni chilometri e poi si dividono nuovamente.

All'improvviso il tracciato esce dal bosco e prosegue su asfalto. Ancora poche curve e raggiungo Teit Serre, punto più alto della escursione e crocevia di vari sentieri. È anche uno splendido punto panoramico che abbraccia la piana di Cuneo e la vallata di Limone. Ovviamente è il momento giusto per la pausa pranzo.

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A questo punto inizia la discesa. Proseguo celermente fino a quando mi trovo in un vero e proprio balcone naturale da cui posso vedere il paese di Pinocchio dall'alto. Giusto per farmi un'idea di come è fatto. Poi continua la discesa, sempre ben segnalata dalle frecce posizionate sugli alberi.

Raggiungo l'automobile. È il momento di uscire dalla fiaba per tornare nella vita reale. Tuttavia so per certo che tornerò ancora in Val Vermenagna. E, quando succederà, sicuramente passerò a salutare il burattino che tante emozioni ci ha regalato. Le fiabe, oltre a non avere una stagione preferita, non hanno età.


*NADIA MERIGGIO (Ama la montagna e la natura, i borghi medievali e l'arte in tutte le sue forme. Appena può fugge per un trekking alla ricerca di emozioni e panorami. Racconta le sue esperienze sul blog Diario di Avventure)



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